Testimonianza (Riceviamo e pubblichiamo).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una sera dei primi Anni ‘90, uscendo dal cinema Metropolitan di Roma in ora tarda, con la mia compagna del Tempo, notammo un ragazzo di circa 20/25 anni, proprio innanzi al marciapiede di via del Corso; era riverso a Terra, piegato su sé stesso, mentre piangeva dicendo: “mi hanno dimesso stamani dallo Spallanzani e poco fa dall’ospedale San Giacomo; non possono far nulla per me, perché ho l’A.I.D.S., sto male, aiutatemi!”.

Limitandomi a richiedere l’intervento sul posto di un’ambulanza, sentii nel Cuore un’indicibile Tenerezza, ma uno stolto timore ebbe il sopravvento, impedendomi – così, di avvicinarmi a quella Creatura e di prestare il Dovuto Conforto.

Con tutti i presenti, lasciai vilmente quel luogo, abbandonando quel Fratello alla solitudine della Notte.

Non so quale sia stato il suo Percorso, ma non l’ho mai dimenticato, Pregando ancora oggi per quel giovane rimasto senza nome, augurandomi che abbia Perdonato noi poveri e disumani Figli, per la Grande Opportunità d’Amore Concessaci anche allora dalla Divina Misericordia del Signore Gesù.

In Cuor mio, sono certo che lo abbraccerò finalmente un Giorno, tra Canti e Lacrime di Gioia.