L’Accademia della Crusca massacra Di Maio (e i suoi congiuntivi).

 

Benché venga spontaneo chiedersi cos’è che osservasse l’Accademia della Crusca, quando ad esprimersi erano invece – per citarne solo alcuni, De Mita, Razzi, Baccini, Gaspari – con altri letterati nostrani, “veri esempi dell’incomprensione”, pubblichiamo.

Anche l’autorevole Francesco Sabatini ha bacchettato il vicepresidente della Camera. (Fonte: superEva)

Dopo l’imbarazzante esplosione di congiuntivi un po’ troppo approssimativi del vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, è intervenuto Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca.

L’autorevole esperto commenta gli inciampi del pentastellato Di Maio sull’utilizzo del modo verbale che ha suscitato così tanta ilarità nel pubblico di lettori, che hanno verificato e ripreso quanto evidenziato dai più attenti.

“Per rivestire cariche importanti del nostro paese – ha detto Sabatini a Repubblica – bisogna avere una cultura abbastanza sicura e saper usare una lingua di prestigio. La politica comunque dà un pessimo esempio introducendo anglicismi non necessari, come stepchild adoption, del tutto inutile, o Jobs act, termine non comprensibile per tutti”.